Profumo di Oscar

Scritto in varie nottate, sognando l'arrivo di Luisito "Godot" Flores.
Il più elegante: Stefano Fumo (SGT. SMOKE'S L.H.C.B.). Diciamo la verità, visto come era iniziata questo è l’oscar più sorprendente. Dopo avere deliziato per anni le platee sfoggiando una tuta di dubbio gusto che ostentava i colori (anche qui l’accostamento cromatico non pareva esattamente un parto della mente di Armani…) della società da lui rappresentata, ha dato un calcio al passato. “Qualcosa è cambiato” nel tiepido autunno isontino, quando il segretario di Lega ha iniziato a farsi vedere (e anche fotografare pare…) al PalaBigot esibendo con consumata consapevolezza un abbiglio degno del professionismo cestistico (e anche qui, le indiscrezioni parlano di una sua poco felice dichiarazione: “Ma questi morti di fame di Goriziani non sono mica al mio livello…”). Giacca di velluto color crema, pantalone da “spezzato” beige, ma con tonalità leggermente più scura, camicia pallida e la chicca della cravatta castagno. Le solite voci di corridoio sussurrano che il “nostro” abbia svoltato invaghendosi di una hostess del palazzetto, roba da palati fini. Da qui si spiegherebbe anche il colpo di testa che lo aveva portato ad offrire a Gigi Murciano la presidenza della franchigia.
Le altre Nomination: Stefano Plahuta (indimenticata la sua performance all’asta iniziale, con completo grigio gessato e cravatta blu senza fronzoli, da grande evento); Pino Pisano (il colpo di coda natalizio, con cravatta verde “Padania” non è servita a fargli vincere il titolo, ma per il podio basta e avanza).
Il più affascinante: Alessio Spessot (ABC - THE DIRTY DOZEN). Senza “se” e senza “ma”, la personalità di spicco della palla a spicchi del gradiscano (poi magari se si ricomprendesse anche il capoluogo ci sarebbero dei distinguo da affrontare…). Che fosse il più migliorato lo sapevano tutti da mesi, che a fondo schiena le cose fossero davvero invidiabili (pare che RTL 102.5 gli abbia fatto causa perché nel contratto di sponsorizzazione decennale regolarmente firmato c’era una clausola che prevedeva che avesse continuato a subire più di 100 punti a partita come nella stagione passata, invece ora rimane sotto quota 80…), che con le donne le cose non andassero poi così male (pare che un noto investigatore di Redipuglia sia stato assoldato per scoprire a chi appartenessero delle “ballerine” scure ritrovate casualmente da Plahuta nella sua vettura) e che ormai i soldi iniziassero a piovergli addosso (celebre la frase: “Tranquilli, per il mio compleanno aperitivo per tutti a Gorizia, tanto ormai prendo 5.000 euro al mese…”) sono tutte cose risapute. Ma quello che lo rende unico è il fatto di riuscire a mettere assieme tutte queste cose (tra le altre reazioni alla sua partenza per la capitale italiana della nebbia c’è quella di Pisano: “Si, ma ora chi cavolo fotograferò e prenderò per i fondelli?...). Semplicemente, un personaggio di culto gentilmente donato alla comunità affinché tutti si possano abbeverare alla fonte del suo talento (anche Mira Poljo si è sbilanciata: “Alessio, lui MOLTO talento…”pare abbia detto in un locale notturno di Zagabria mentre “seguiva” un possibile assistito…). In due parole: fuori concorso.
Le altre Nomination: Scheda bianca, non essendo stato ancora ritrovato nessuno in grado di competere.
Il più disorientato: Stefano Plahuta (KINGS NOTHING). Ok, ok: i numeri lo tutelano ancora (il primo posto, seppur in coabitazione è suo, è pur sempre il “tetracampeon” in carica ed è anche quello che al capitolo punti fatti sta davanti agli altri…), però la retta via pare a volte smarrita. Qualche polemica di troppo con il public relations manager Fabrizio Tomadini (“Dio bon, Tom, te me gà fatto scriver 5 pezzi e iera sciopero…e mi come un cojon a starte a sentir”…questo l’amaro sfogo cui si è lasciato andare di recente), le prime frizioni con il pubblico (sentito ripetutamente: “Ma al Dutch Forum di Assago, Spessot fa esibire le hostess in langerie”…pare che la curva non abbia metabolizzato bene la nuova rivalità con l’ABC con cui divide il primo posto) e i continui imbarazzi nei trasferimenti stradali ed anche pedonali (“muli, scusè, ma mi son fora del Parco, non se dovevamo beccar qua?...rimane la celebre e confusa frase sciorinata alla vigilia di Natale…) hanno restituito al mondo del fantabasket un primoinclassfica più confuso (ma anche più felice come cantava Carmen Consoli). Rimane l’unico (e fiero) rappresentante del capoluogo in un torneo dall’anima profondamente provinciale.
Le altre Nomination: Alessio Spessot (quando sono state trovate le “ballerine” nere sotto il sedile della sua vettura); Gigi Murciano (quando Fumo, dopo avergli offerto la sua squadra, se l’è anche ripresa nel giro di 12 ore…).
Il più Polemico: Pino Pisano (TROPICANA BASKET VAN GUFF).
Da anni alle prese con roster poco competitivi e risultati insoddisfacenti, ha reiteratamente cercato di allontanare le attenzioni dei tifosi (rimasti pochini a dir il vero…) da quanto prodotto sul rettangolo di gioco per convogliarlo su fattori esterni. Celeberrima e famigerata la querelle con Stefano Fumo sui limiti temporali per presentare la password in fase d’asta, è recentemente passato alla cronaca per avere deriso pubblicamente il campione in carica Plahuta facendo comparire un post firmato “TropicanabatteKingNothing 92-89” sul blog della Lega, ma la statuetta al merito nasce dalla costante freschezza con cui alimenta discussioni e tensioni tra presidenti, affiliati e simpatizzanti. Pare che dalle parti di Sagrato non abbiano apprezzato molto e in tempi non sospetti il tifo organizzato della frangia bisiaca dei supporter stia progettando uno sciopero vocale per le prossime partite.
Le altre Nomination: Stefano Fumo (per l’annosa querelle proprio con il Pisano sui limiti di orario entro cui fornire le password per l’asta); Stefano Plahuta (dopo la partita a Saltinmente del 26 dicembre in cui le sue rimostranze non hanno trovato appoggio nei presenti. Lui se l’è cavata con un:”Questi provincialotti non capiscono proprio…”).
Il più Anticonformista: Lorenzo Lenhardt (ISONZO BEAVERS).
Dire che è diverso è poco. In un mondo in cui il fattore campo conta e non poco continua ad accendere la miccia in fase di organizzazione estiva cercando facinorosi compagni di crociata al fine di azzerare il bonus per i quintetti che si esibiscono di fronte al proprio pubblico. Fin troppo evidente che in Grecia non ci sia stato mai, e nemmeno in vacanza verrebbe da aggiungere, altrimenti rivedrebbe la sua posizione e non di poco. Ma il suo distinguersi arriva ben oltre. In una stagione che definire animata dal punto di vista degli interventi di mercato sarebbe riduttivo, rimane l’unico a non mettere mani al portafogli per firmare qualcuno. E si che i risultati non lo confortano nemmeno un poco…l’ultima chicca è poi legata al suo stesso futuro: pare che i Croatian Beavers abbiano già messo nero su bianco per defenestrarlo sostituendolo con Radica Peric…succedesse sarebbe il primo presidente sostituito da una donna…anche in questo, un giro di pista avanti agli altri…
Le altre Nomination: Alessio Spessot (perché per portare la pungentissima camicia “senape” di santo Stefano ci voleva fegato); Flavio Pian (perché alla fine quelli bianchi come il latte li prende soltanto lui).
Il più fortunato (scriviamolo così, dai…): Flavio Pian (METAL WARRIORS). Come faccia davvero non lo sa nessuno, ma questo difensore calcistico dal piede tutt’altro che fatato (da ricercare ed inseguire armati di randello il tecnico che gli ha affidato i calci dal dischetto quando indossa la casacca degli Amatori Gradisca…) è rigorosamente colui il quale subisce meno punti nel gioco. Il risultato è che con una squadra modestina (e vogliamo essere generosi…) riesce a rimanere tra le prime. L’incredibile è che queste sono le stesse note con cui ha suonato a tutti gli ultimi tornei…che ci sia di mezzo qualche tramacco con la classe arbitrale? Sullo stretto rapporto con Adriano Olivari, noto fischietto calcistico della provincia, già c’è chi sta iniziando a costruire teorie affascinanti, ma poco raccomandabili…
Le altre Nomination: Alessio Spessot (perché essere primo in classifica senza sapere di che colore è la pelle dei tuoi giocatori è delittuoso…); Lorenzo Lenhardt (perché per essere ancora in sella nonostante l’assedio di Perica Radic merita un plauso…)
Il più confuso: Gigi Marciano-Giacomo Iacumin (GRADISCA MAGIC). Due teste, quattro braccia ed altrettante gambe, ma una squadra sola. Troppo poco per una coppia che a tratti pare sul rischio di scoppiare. Iacumin (a giorni atteso il passaporto con la cittadinanza tedesca che ha messo su tutte le furie il circondario di Gradisca, Fogliano-Redipuglia e Polazzo che un simile atto di tradimento proprio non se lo aspettava…pare che qualcuno abbia sussurrato: “quel sé proprio mona, qua el nero costa anca de meno…”) pare avvolto da un’alea di pessimismo cosmico (“tanto non riusciamo a prendere nemmeno questo” il commento all’ultima busta presentata…) mentre Murciano ormai fa fatica anche con la lingua italiana (incomprensibile il testo dell’ultima mail con cui propone la busta mercato). Che tra i due sia sceso il gelo non è un mistero, che la squadra sia solo una per due dirigenti, i risultati non facciano sperare in alcunché e la Magic Arena sempre più vuota nemmeno (fallito anche il tentativo promozionale di aggancio al bacino di utenti del romanese, ormai non si sa davvero più dove pescare…) pure. Urge svolta significativa.
Le altre Nomination: Pino Pisano (per avere comprato e poi tagliato Riky Minard in soli 7 giorni); Stefano Collodet (per non avere ancora risolto i problemi con il suo play Bulleri dopo lo scandalo del Carnera).
Il più fedele: Stefano Collodet (OLIMPIA GRADISCA). La sua dedizione ai colori delle mitiche scarpette rosse è quasi commovente. Da anni (4, perché prima aveva vinto per davvero…) rimedia delusioni sportive, ma con la consapevolezza di avere rispettato il vincolo d’amore verso la vecchia Olimpia. Commovente.
Le altre Nomination: Gigi Murciano (nomina sarcastica per l’uomo che aveva cercato disperatamente di lasciare i Magic, dove Iacumin pare gli faccia anche lavare le vetture dei giocatori oltre che la biancheria intima di Stonerook, per accaparrarsi la franchigia del “finto partente” Fumo); Giacomo Iacumin (per non avere allontanato il vecchio amico dopo il misfatto di cui sopra).
PS: Qualche riferimento non sarà più corretto, ma il pezzo non l'ho scritto tutto oggi, per cui mi scuso in anticipo se qualcuno avrà qualche rimostranza da avanzare...
Con un saluto ed un ringraziamento,
S.P.

4 Comments:
Caspita, ma questi Oscar sono davvero fantastici!!!
- Il piu' affascinante ... (?!?) -
Eh, Alessio, sarebbe stato meglio se ad essere fantastico fosse stato "Godot" Flores...:(
Ciaociao,
S.
complimenti alla redazione degli oscar...anche se siamo lontani dai tempi del mitico abbecedario (te lo ricordi, signò???)
ps. avevo dimenticato (ehm...rimosso) l'episodio delle scarpe-da-donna-numero-46 in auto di Alessio. sarebbe necessaria una spiegazione formale da parte della società. Le solite malelingue parlano di un giro di Trans & cocaina capitanato dalla mitica Patrizia (l'amica di Lapo)...se poi ci aggiungi i tanto chiacchierati 5000 euro mensili e il trasferimento nell hinterland milanese, non fa 'na grinza. come la mettiamo allora?
Ma porca puttana, ALESSIO, ti avevo detto mille volte di non portare in macchina le mie scarpe per quei "giochini"...
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